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Come riciclare il TetraPak… e rimanere con qualche dubbio

14 Maggio 2008 by Giovanni | Argomenti: none | 14608

Logo di Tetra PakLeggo che a Genova il tetrapak si può conferire nelle campane della carta e provo a cercare informazioni più approndite su quest’argomento.

In particolare mi chiedo come il TETRA PAK possa essere riciclato insieme alla carta, cerco di capirlo meglio dal sito tetrapak e scopro che ci sono due modi per riciclare il TETRA PAK, uno completo che suddivide le 3 materie prime (carta, alluminio e plastica) e l’altro conferendo il tetra pak insieme a carta e cartone.

Protocollo Tetra Pak - Comieco

Basti pensare che i cittadini italiani producono circa 500 chili di rifiuti urbani annui, di cui 35 di vetro e solo 2 di cartoni per bevande. Visto che 5 bottiglie di vetro pesano circa 2 chili, per arrivare allo stesso peso sarebbero necessari 74 cartoni per bevande: a parità di peso, la raccolta differenziata dei cartoni per bevande necessita di più contenitori e di maggior tempo per riempirli.

Nel 2001 Tetra Pak inizia uno studio di fattibilità per la raccolta differenziata dei cartoni per bevande e, nello stesso anno, il Consiglio di Amministrazione Comieco si esprime a favore della raccolta differenziata dei cartoni per bevande, a patto che questa non venga pubblicizzata.
Con il Protocollo di Intesa del giugno del 2003, Tetra Pak e Comieco si accordano sulla raccolta differenziata dei cartoni per bevande e sulla sua comunicazione a livello nazionale.
I punti salienti del Protocollo di Intesa sono:

  • il riconoscimento di Comieco dell’improrogabile esigenza di Tetra Pak di comunicare le caratteristiche ambientali dei cartoni per bevande e di incentivare la raccolta differenziata presso i Comuni italiani.
  • la definizione di un programma operativo per la raccolta differenziata degli imballaggi poliaccoppiati a base carta.
  • l’individuazione di tre modalita’ di raccolta differenziata degli imballaggi poliaccoppiati a base cellulosica e conseguente avvio a riciclo, che rispettino le esigenze di efficacia, efficienza ed economicità (differenziata congiunta con la carta o differenziata congiunta con il multimateriale)
  • il farsi carico di Comieco di tutti i costi relativi alle operazioni di raccolta, definite nell’ambito del budget consortile.
  • l’aiuto di Tetra Pak a Comieco nella definizione e applicazione di tale programma e nel coordinare la comunicazione con il territorio.

Da marzo 2004, un milione di cittadini in diverse cittá italiane possono raccogliere i cartoni per bevande insieme alla carta. Grazie al protocollo di intesa sottoscritto da Comieco e Tetra Pak e riferito ad alcune aree di lancio, i cartoni per bevande potranno infatti da oggi essere conferiti negli appositi contenitori della carta presenti in città.
L’iniziativa è stata promossa grazie all’impegno di Tetra Pak, multinazionale svedese leader nel confezionamento e trattamento dei prodotti alimentari e Comieco, il Consorzio Nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base cellulosica, e inaugura oggi una fase test sperimentale concentrata in alcune aree distribuite sul territorio nazionale.
Nel 2003 in Italia sono stati infatti utilizzati oltre 5 miliardi di imballaggi destinati a contenere e conservare numerosi alimenti, come latte a lunga conservazione e fresco, acqua, panna e succhi di frutta.
Grazie a questa iniziativa la raccolta differenziata compie un ulteriore passo avanti. Questa attività è definita Riciclo Congiunto: i cartoni per bevande, insieme ad altri imballaggi a base carta, vengono avviati a riciclo presso le cartiere dove, la parte di cellulosa viene separata grazie a una semplice azione meccanica a base acqua e trasformata, successivamente, in carta riciclata.
Per avviare correttamente il ciclo è importante che i cartoni per bevande raccolti e conferiti siano al loro interno lavati e successivamente appiattiti. Si tratta di due semplici gesti che consentiranno un corretto e completo recupero di queste risorse.
L’operazione promossa da Comieco e Tetra Pak si realizza grazie al significativo contributo delle aziende di raccolta, dei gestori delle piattaforme e delle cartiere di riferimento nel territorio che gestiscono raccolta e smistamento e avviano l’attività di riciclo congiunto.

In pratica 1 milione di persone (quindi praticamente solo a Genova e poco più) possono riciclare il TETRA PAK insieme alla carta.

Ma gli altri perchè no?

Cosa vuol dire mettere il TETRA PAK nella carta? Vuol dire diminuire la qualità della raccolta differenziata?

Perchè se basta una “semplice azione meccanica a base acqua” non viene applicata ovunque? E poi cos’è questa “semplice azione meccanica a base acqua”?

Perchè “il Consiglio di Amministrazione Comieco si esprime a favore della raccolta differenziata dei cartoni per bevande, a patto che questa non venga pubblicizzata” ?

Sarebbe utile fugare ogni dubbio su un prodotto che ormai ha invaso le nostre case, non credete?

Pubblicato in La mia ecologia |

15 Commenti a “Come riciclare il TetraPak… e rimanere con qualche dubbio”

  1. Mayaliny scrive:

    Da qualche mese anche noi a Gorizia (e provincia) abbiamo ricevuto comunicazione di poter conferire per lo smaltimento, il tetrapack assieme alla carta.
    Diciamo che da marzo 2004 ad oggi dovrebbero essere ben più di un milione (spero) i cittadini a poter fare altrettanto.

    Bell\’articolo cmq :)

    Paolo

  2. Giovanni scrive:

    Spero anch’io che siano di più, però un po’ di dubbi restano!

  3. Renzo scrive:

    hai ragione Giovanni, soprtattutto riguardo le ultime domande che fai nel post…Ma secondo te cosa si può fare per poter fugare questi dubbi?

  4. Giovanni scrive:

    Onestamente non lo so, tetrapak mi ha sempre lasciato molti dubbi…

  5. giorgio scrive:

    http://www.tiriciclo.it/ qui si trovano tutti i comuni dove è possibile riciclare i tetrapak.

    Secondo me non si diminuisce la qualità, ma riciclare il tetrapak con tutti i crismi vuol dire sciaquarlo, altrimenti puzza fino al giorno in cui vengono a prendere la carta. Da me che fanno la raccolta porta a porta solo una volta al mese ritirano la carta.Sciaqua questo tetrapak, sciaqua quest\’altro e la bolletta dell\’acqua aumenta.

  6. Giovanni scrive:

    E’ vero, va lavato, anche la mia esperienza è di una puzza (soprattutto i cartoni del latte) pazzesca. Però sono anche convinto che la qualità della carta diminuisca siccome include anche stagnola e plastica!

  7. pietro scrive:

    Buongiorno
    anche qui a Bologna è i contenitori di cartone sono diventati riciclabili con tanto di pubblicità da parte di Latte Granarolo, Tetrapak e Hera, la multiutility che c è qui e nelle Marche e in Romagna.
    Secondo me hanno semplicemente deciso che il tetrapak si può bruciare nel termovalorizzatore senza compromettere troppo l efficienza della combustione.
    L orientamento di queste grandi SPA di gestione di rifiuti è quello di far bruciare il più possibile e senza interruzioni i termovalorizzatori. Quindi - all occorrenza - anche con carta e tetrapak. Che ne pensate ?

  8. Giovanni scrive:

    In teoria la campana della carta non dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) andare nel termovalorizzatore. E’ evidente che il business dei termovalorizzatori rende la gestione dei rifiuti un caso particolare!

  9. Dimpy scrive:

    Rispondo a Giovanni:
    La carta ottenuta riciclando il tetrapak non è di minor qualità in quanto, prima di ri-diventare carta, il tetrapak viene “scomposto” in cellulosa da una parte e da alluminio e poletilene dall’altra. La cellulosa diventerà carta e il resto… forse finirà un in termovalorizatore…

  10. marco lanza scrive:

    anche a milano va insieme alla carta

  11. Giorgio scrive:

    Avete calcolato quanti milioni di litri di acqua servono per pulire i contenitori in tetrapack consumati?
    Fate un breve calcolo e dite se non è un delitto sperperare un bene così prezioso come l\’acqua !

  12. BM San Miguel scrive:

    Hello,

    I just wanted to know if it’s OK for me to link to your blog from my website? Thanks.

    BM

  13. elio scrive:

    signor giovanni buona sera. Come mai sul sito dedicato al 55% non compare più l\’immagine per poter inviare il commento.Forse un errore tecnico? oppure è stanco delle lamentele della gente.Era molto utile a tutti. La ringrazio e se ha piacere mi dia una risposta sul sito del 55% grazie.

  14. Giovanni scrive:

    Questo è l’articolo aggiornato con la possibilità di commentare (l’altro era datato e aveva ormai più di 2000 commenti!)

  15. nic scrive:

    Purtroppo Tetra Pak e Comieco danno informazioni distorte e fuorvianti. I poliaccoppiati in realtà non sono riciclati per oltre il 50% ed i notevoli costi di traporto e di riciclo (esiste in Italia una sola cartiera in grado di separare i poliaccoppiati Saci Rimini) dovrebbero consigliare soluzioni maggiormente “ecologiche”.
    Pare invece prevale il potere economico che ha interesse a non informare correttamente.
    nic@email.it

    Autore: Ilaria Liprandi
    Inserito il: Lunedì, 02 febbraio 2009 - 13:13

    Non proprio a tutti
    Una poderosa campagna pubblicitaria dice che il tetrapak è riciclabile. Abbiamo seguito un cartone dal cassonetto alle cartiere. Fino all’inceneritore

    Otto milioni e mezzo di euro per dire a tutti che il tetrapak è riciclabile. Questo è il costo della campagna pubblicitaria “Dillo a tutti! Il tetrapak è riciclabile”, che è stata lanciata l’11 settembre dalla svedese Tetrapak, leader mondiale nel settore dei contenitori per bevande, presente in 150 Paesi, con un fatturato complessivo di 8,4 miliardi di euro.
    La campagna, che si svolge a livello nazionale, è rivolta in realtà a quei 2.000 Comuni italiani (l’elenco sul sito http://www.tiriciclo.it) dove, dal 2005, è possibile fare la raccolta differenziata del tetrapak, grazie ad un accordo stipulato nel 2003 dalla multinazionale svedese con Comieco, consorzio nazionale per il recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica, cui l’azienda paga un contributo di 22 euro per tonnellata di immesso al consumo.
    Le confezioni per bevande in tetrapak sono materiale poliaccoppiato, cioè composto per il 75% da carta, 20% polietilene ed il restante da alluminio.
    In proporzione alle dimensioni, le confezioni tetrapak sono molto leggere e costituiscono lo 0,4% dei 500 kg di rifiuti prodotti in media in un anno da ciascun cittadino italiano. Nella maggioranza dei casi il tetrapak viene gettato ed inviato alle cartiere insieme a carta e cartone (come avviene per esempio a Roma, Milano, Napoli, Torino), oppure può essere gettato nel multimateriale (nel caso della Toscana e del Trentino). Il poliaccoppiato così raccolto viene inviato alle piattaforme di selezione, dove, insieme agli altri rifiuti, subisce un controllo qualità da parte di Comieco, che paga ai Comuni un corrispettivo fra 78,80 e 84 euro alla tonnellata, in proporzione alla quantità e al numero degli abitanti. Da qui il tetrapak raccolto può intraprendere due strade: essere inviato insieme a carta e cartone alle cartiere (in questo caso costituisce circa l’1-2% sul materiale totale che arriva agli stabilimenti), oppure essere mandato singolarmente alla Cartiera Saci, l’unica in Italia in grado di smembrarlo e riciclarlo in tutte le sue componenti. Dalle piatteforme di selezione il viaggio del tetrapak diventa sempre più periglioso: escludendo il caso della Saci di Verona, il tetrapak in gran parte torna a essere un rifiuto, perché il materiale che le cartiere riescono a ricavare è molto poco, in proporzione allo scarto che viene prodotto.
    Per esempio, nella Cartiera Reno de Medici di Marzabotto (Bo), una delle 27 cartiere italiane che hanno dichiarato di poterlo trattare, il tetrapak arriva insieme a carta e cartone. Il tutto viene mescolato all’acqua nel pulper, un impianto che spappola il materiale. Sulle 50mila tonnellate di materiale che la cartiera lavora al mese, lo 0,6-0,8% è costituito da tetrapak e, secondo stime dell’azienda, per ogni unità che entra nel pulper, se ne forma una e mezza di scarto. Infatti, alla parte di fibre cellulosiche che non si spappolano (circa il 35%), si aggiungono la plastica e l’alluminio, che non si possono smembrare nel pulper. Tutto questo materiale, infine, raddoppia il proprio peso, a causa dell’ acqua che trattiene. Così, se all’inizio si è introdotto 10 chili di tetrapak secco, alla fine del processo si devono smaltire almeno 11 chili di scarto impregnato di acqua. La cartiera Masotina di Cologno Monzese (Mi) ha deciso di dedicarsi principalmente al riciclo preconsumo del tetrapak, cioè utilizzare gli scarti industriali delle aziende che lo producono. Una parte decisamente minoritaria riguarda il riciclo post-consumo: in questo processo vengono utilizzati i cartoni per bevande che provengono effettivamente dalla raccolta differenziata. Anche in questo caso si producono nuovi rifiuti, che comportano costi di smaltimento per l’azienda che oscillano fra i 70 e gli 80 euro per tonnellata, cui si deve sommare la spesa del trasporto. Lo smaltimento consiste nell’inviare il materiale ad un inceneritore: il prodotto di scarto del pulper, infatti, è considerato una biomassa, cioè una fonte rinnovabile (e incentivata). Insieme allo scarto delle cartiere, finiscono nell’inceneritore anche un miliardo e 900 milioni di contenitori. Secondo dati Tetrapak, infatti, nel 2007, dei 5 miliardi di contenitori prodotti ed immessi sul mercato in Italia, il 52% (45.900 tonnellate) è stato recuperato attraverso la raccolta differenziata: ma solo il 14% è stato effettivamente avviato al riciclo in cartiera. Il resto è stato “recuperato” negli inceneritori.
    Quando, invece, il tetrapak arriva alla cartiera Saci, viene separato in tutte le sue componenti, per ottenere prodotti riciclati (Cartafrutta, Cartalatte ed Ecoallene, una speciale plastica).
    La cartiera, interpellata, ha comunicato che non intende diffondere dati a proposito della propria lavorazione né sui costi.

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