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Mini eolico - Una storia e tante risposte

2 Dicembre 2010 by Giovanni | Argomenti: , , , | 7679


A differenza del fotovoltaico il mini-eolico è un sistema per la produzione di energia elettrica ancora poco conosciuto. Si parla tanto di eolico, di grandi pale sui monti e in mezzo al mare, ma il minieolico, che é un sistema molto più piccolo e meno impattante, ha tante potenzialità che andrebbero maggiormente sfruttate e conosciute.

Incuriosito sono andato a vedere un intervento di installazione di un impianto mini-eolico effettuato, insieme ad un’analisi del contesto, presso il Bed and Breakfast Villa Bergami, struttura edificata nel periodo 1929/1933 dalla famiglia Badano, originaria di Sassello, come rifugio estivo per sfuggire alla calura di Genova, città divenuta in quel periodo residenza della famiglia per motivi di lavoro.
L’edificio, edificato in zona panoramica in piena vista del paese, è stato progettato in stile art-deco’ con il suo susseguirsi di forme angolari e tonde e la sempre attenta ricerca della luce: lo stile tipico del periodo, ma senz’altro molto lontano da quello che sono gli standard di oggi orientati al risparmio energetico.
Non per nulla era una villa costruita per essere usata solo d’estate e che fu sfruttata anche d’inverno solo durante il triste periodo dell’ultima guerra mondiale.
Non è facile rendere “ecologico” un simile edificio (destinato a B&B solo nei mesi caldi in quanto non adeguatamente ed ecologicamente riscaldabile ai fini ricettivi), ma per quanto possibile, e senza interventi strutturali che lo avrebbero snaturato, sembra che i proprietari ci siano, almeno in parte, riusciti, con tante piccole attenzioni e una cura della casa che i gestori sono sempre lieti di presentare, insieme ai suoi due ettari di giardino, a chi ha il tempo e lo spirito di venire a scoprire questo prezioso angolo dell’Appennino Ligure, recentemente inserito nella ristretta cerchia dei Geoparchi da parte dell’Unesco.

Ma la domanda che i gestori si ponevano era come rendersi energeticamente autosufficienti? Il tetto ha purtroppo la falda esposta a sud coperta da un grande comignolo: questo ha fatto subito escludere un impianto fotovoltaico e ha orientato la famiglia - trattandosi di una zona che molto risente del vento di mare e un poco anche della tramontana - verso l’eolico. A ottobre 2010, dopo anni di difficili ricerche, trovati infine un serio fornitore e la giusta macchina è stato installato un generatore minieolico da 3,7 KW, il primo ad uso residenziale della provincia di Savona. Si tratta di un generatore eolico ad asse orizzontale (di gran lunga più produttivo dei tanto decantati ma decisamente modesti generatori ad asse verticale) di produzione spagnola (Siliken Wind) e della potenza nominale di 3,7 KW. Ha un rotore del diametro di 3,4m che, installato su un palo dipinto di verde alto 15m, risultato tutto sommato assai poco visibile da terra e di impatto quindi decisamente modesto. La rumorosità è pressoché inesistente (solo il palo, alle basse velocità, vibra un poco, e con vento più sostenuto lo stesso rumore del vento copre qualunque altro suono) ed è stato installato, per motivi di sicurezza e di tranquillità, in un plinto di calcestruzzo (armato) di 8mc annegando otto tirafondi alti ben 135 cm. Il palo, saldamente imbullonato, potrà liberamente vibrare per tutta la vita dell’aerogeneratore senza problemi di crepe nel plinto o di stabilità. Una scelta un po’ più costosa ma senz’altro obbligata per chi vuole fare installazioni serie e durature. Particolare da tenere presente perché non mancano in giro esempi di pali semplicemente annegati nel calcestruzzo, cosa consueta per elettrodotti o pali telefonici ma decisamente sconsigliabile per un generatore eolico. L’installazione è stata curata in tutto e per tutto dalla Arcadia Servizi di Sassello, piccola e neonata realtà locale che, grazie alla sua serietà, sta già portando avanti molti altri progetti. Tempo un anno si saprà con certezza quanta corrente potrà produrre nei 20 anni circa di funzionamento previsto.

Ma veniamo alle domande e alle risposte che ci ha dato Arcadia Servizi di Sassello:

Quanta energia si prevede di produrre dall’impianto mini-eolico, quando dovrebbe coprire il fabbisogno, in quanto si ammortizza l’impianto?

L’energia producibile è infinitamente variabile a seconda delle condizioni di ventosità del sito. Per l’impianto a Sassello da 3,7Kw di potenza nominale, facendo una valutazione approssimativa da atlante eolico, si prevede una produzione attorno a 3mila KWh annui. Non avendo fatto un’analisi preventiva (che ha anch’essa un costo) i dati reali saranno necessariamente conosciuti solo dopo un anno. Variando il sito si può scendere anche sotto i mille KWh annui (es. Pianura Padana, probabilmente il posto meno adatto) o superare anche gli 8mila (sud e isole in genere). Senza contare che, in caso di rilievi, anche solo cento metri di distanza o un ostacolo possono dimezzare o raddoppiare la ventosità.
Il costo di un minieolico di questa taglia si aggira sui 15mila euro, quindi allineato in questo caso al fotovoltaico. Sul nostro sito abbiamo pubblicato anche foto, dettagli tecnici sulle varie macchine come anche una schematica tabella di confronto con il fotovoltaico.
I tempi di ammortamento sono calcolabili solo aderendo alla tariffa onnicomprensiva di 0,30 cent al KWh prodotto. Dovendo in questo caso però pagare l’ENEL per la misurazione (318euro annui + IVA, ovvero il valore di circa 1200KWh) e anche pagarci l’IRPEF (lo ha stabilito di recente l’agenzia delle entrate), un impianto minieolico, in caso di vendita della corrente, fatta eccezione per zone ventosissime non sarebbe mai ammortizzabile. Evitare quindi come la peste la tariffa onnicomprensiva, interessante solo per macchine da 20KW in su. Resta lo scambio sul posto: pago quello che consumo nei momenti in cui l’impianto non produce e mi rimborsano per quello che ho prodotto e non sono riuscito a consumare.
Non potendo prevedere il costo della corrente nei prossimi 20 anni, in assenza di dati certi è tanto difficile quanto poco credibile, fare un piano di ammortamento. Diventa quindi una scelta ed una scommessa, volta a coprire i propri consumi per una ventina d’anni al di là dei costi futuri della corrente. L’investimento ed il conto del ritorno economico possono essere fatti solo quindi a partire dai 20KW e scegliendo la tariffa onnicomprensiva. E non crediate che tutte le macchine di pari potenza producano la stessa corrente: possono esserci differenze del 20% o più.
Per l’allaccio a ENEL e il contratto con il GSE i tempi sono rapidi. In poche settimane si ottiene il preventivo da ENEL, si ottiene l’allaccio dopo l’installazione e, con un po’ di pazienza, anche la convenzione con il GSE (che tanto pagherà la corrente a partire dall’allacciamento ENEL, senza perdite di produzione).

Quali sono le problematiche relative all’installazione?

Problematiche per l’installazione: fino ai 60KW basta la DIA, per cui il Comune non ha nulla da dire. A volte può capitare che gli uffici comunali non conoscano la materia, nel qual caso deve essere il progettista ad aiutarli. Prima di fare acquisti attenzione però a distanze dai confini e dagli edifici (di norma da codice civile e regolamento edilizio, a meno che i Comuni non abbiano incredibilmente già provveduto a regolamentare anche i generatori minieolici), zone dichiarate franose, vincolo idrogeologico e soprattutto i vincoli ambientali (zone protette, 300m dal mare e 150m dai fiumi, zone archeologiche, ecc.). In caso di vincolo ambientale la pratica passa anche alla sovrintendenza, senz’altro competente in tema di ambiente ma di solito per nulla competente in tema di minieolico.

Qual’é l’impatto ambientale dell’impianto minieolico, e il livello di rumore?

L’impatto ambientale è divenuto una cosa soggettiva: ci sono Parchi che promuovono l’installazione nel proprio territorio e Enti Locali che le aborrono e la boicottano, magari a pochi chilometri di distanza. Regioni che considerano pali da 30 metri e generatori da 30KW come di trascurabile impatto (es. Sardegna) e regioni che ritengono lo stesso generatore da 30KW altamente impattante (es. Liguria, che lo considera un impianto industriale alla pari di una centrale eolica da 5 MW). La rumorosità del minieolico è di fatto bassissima: la rotazione della pala non si sente (comincia a sentirsi con diametri da 10m e in stretta dipendenza dalla velocità di rotazione: attenzione quindi ai modelli di generatore), si sente invece la vibrazione del palo a velocità basse. In caso di vento forte, lo stesso vento col suo soffiare copre ogni altro rumore, di per sé già ridotto dall’aumento della frequenza della vibrazione.

Cosa ne dice la gente del posto (ricordo che l’installazione é a Sassello, un piccolo paese dell’entroterra ligure)?

La gente del posto di solito commenta favorevolmente la cosa. E per un B&B è anche un palese biglietto da visita. E’ anche una questione di abitudine: spesso chi dice che sono brutti, quando gli si chiede cosa ne pensano dei tralicci dell’enel alti 40m, dicono che ormai ci sono abituati e che non ci fanno neppure caso.

Ci risentiamo tra un anno, per capire quanto questo impianto mini-eolico avrà reso!

Pubblicato in La mia ecologia |

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